Raccontatrekking 2026
4 gennaio 2026: Monte Cerviero di Gaetano Cersosimo
Pronti al primo racconto dell’ anno 2026 . Appuntamento allo Spiazzo Cappella del Carmine, dove è situata “la Madonna della Neve” nel comune di Rotonda. Presentata come una escursione senza grandi difficoltà ha catturato l’attenzione di 22 soci che, con tanta voglia di buon cammino, hanno infilato scarponi e zaini per un trekking adatto a questo periodo, con ancora il panettone fra i denti. Iniziamo con i saluti della presidente Carla per l’augurio di un nuovo anno in montagna e un ringraziamento a tutti i soci, il benvenuto del Consigliere Centrale del CAI nazionale Eugenio a tutti noi per il primo trekking ufficiale del 2026. Ringrazia per aver scelto di vivere la montagna pronti a scoprire nuovi sentieri, storie e panorami che solo la montagna può regalarci. Un anno che si apre con poca neve, presente solo in alta quota e infatti questa escursione era destinata a svolgersi con le racchette. Ci incamminiamo per il sentiero 907 per la cima del Monte Cerviero, i passi si accordano al respiro, ogni passo una caloria bruciata, ogni respiro un sospiro di sollievo. Il gruppo si allunga in fila indiana, si snoda tra castagni e pini neri, qualcuno già inizia a scattare qualche foto, foto veloci perché ogni curva nasconde un’inquadratura diversa, una radice contorta, il muschio verde profondo che non si vede mai nel paese. Il Monte Cerviero è poco conosciuto e poco considerato come meta di escursionismo nel Parco del Pollino, invece ha una sua storia. Una montagna di origine vulcanica, testimonianza di rocce note come “Pillow Lavas”, lave raffreddate, che fuoriescono dal terreno in modo particolare. Il Cerviero è nel territorio di Mormanno, qui i mormannesi praticavano e praticano ancora oggi, ma solo in alcune zone, le loro coltivazioni di patate e frumento, oltre a dedicarsi al pascolo di bestiame. Si tramanda dai racconti di pastori e boscaioli della presenza di numerosi lupi, in questa montagna è stata segnalata anche l’esistenza della lince, presente fino alla metà Novecento. Dalla contrada Colletta si può salire il monte dall’altro versante, si attraversano vari terrazzamenti e si arriva al Passo di Costapiana. La presenza del bosco di faggi, dove ancora oggi ci sono i segni dei boscaioli, ci ricorda gli uomini che con seghe e asce venivano a tagliare tronchi, in qualche radura sono visibili spiazzi in cui i carbonari preparavano la carbonella e tra la vegetazione si notano i resti di suggestivi ricoveri. Oggi, gran parte di questi posti sono nascosti dalla vegetazione spontanea, è molto difficile immaginare che un tempo queste zone erano così vissute. Il sentiero prosegue, il gruppo con passo costante e attento al percorso cammina su un tappeto di foglie marroni, con l’entusiasmo per la scoperte di scorci inesplorati. Il coordinatore, constatando la disponibilità, l’entusiasmo e la tenacia del gruppo, alimentata da brevi pause con condivisione di stuzzichini energetici, propone una deviazione di qualche kilometro e poche centinaia di metri di dislivello in più ma certamente con una vista panoramica su un crinale in un area di sosta naturale. La deviazione si è rivelata strategica, superando il tratto più impegnativo, ci ha consentito di apprezzare un bosco di faggi in rigenerazione, un punto di osservazione del Lago Pantano di Mormanno, del monte Vernita, delle montagne dell’ Orsomarso. Un valore aggiunto sul percorso per il gruppo. Giunti finalmente in cima, il panorama è un autentico spettacolo. Si presenta la vista dei due mari, Jonio con il golfo di Sibari e Tirreno con Scalea, Praia a Mare e Maratea. Ancora di più si sofferma lo sguardo sulla contrada Pantano così vasta, le maestose vette dei monti di Saracena e ancora la valle del Mercure con colpo d’occhio alla centrale termoelettrica, al Viadotto Italia, in lontananza il monte Sirino, i paesi di Laino, Castelluccio, Viggianello e Rotonda. A Ovest la Coppola di Paola e la pendice di Serra del Prete innevata. Raggiunta la cima, visita al vicino rifugio di proprietà della Regione Calabria, vuoto, aperto e in pessime condizioni, presenti un traliccio metallico altissimo che sorregge antenne e ripetitori ancora attivi, impianti di pannelli solari nascosti sul tetto e sulle rocce, tra natura selvaggia e storia dimenticata il mondo moderno non smette mai di stupirci. Dopo tanti anni non riusciamo a comprenderne la ragione di tanto accanimento soprattutto qui, in un luogo “fantastico e interessante”, invaso da antenne e parabole di ogni genere che lo abbruttiscono, lasciando contemporaneamente al suo destino di lento e totale disfacimento l’unico e solo presidio di cultura e di sicurezza presente, il rifugio. Dopo la pausa pranzo, si va per la via di ritorno però con una piccola deviazione per raggiungere un’altra cima, un pò più bassa, dedicata dai mormannesi a San Josemaria Escrivà, fondatore dell’ Opus Dei, beatificato da Papa Giovanni II nel 1992. Qui ci aspetta l’amara sorpresa del ritrovamento della Targa commemorativa (apposta dall’amministrazione Comunale di Mormanno nel 2008) fatta a pezzi e lasciata alla base del cippo di vetta. Noi del CAI restiamo sempre più meravigliati e attoniti da questi continui atti vandalici che sono sempre più frequenti e che colpiscono anche la segnaletica verticale lungo i sentieri del Parco. Superato la sconforto riprendiamo la discesa. Giunti alle macchine, saluti più veloci per chi deve percorrere altri chilometri per il rientro, ma il resoconto finale dell’uscita è per tutti senz’altro positiva per l’ autentico spettacolo e conoscenza che ci ha offerto.
Presentati il Programma e il Calendario 2026, consegnati i riconoscimenti ai soci venticinquennali
Domenica 14 dicembre, come consuetudine, i soci della Sezione di Castrovillari si sono ritrovati per il pranzo sociale di fine anno. Ospiti del Ristorante La Grotta del Romito, i circa 90 soci presenti hanno trascorso insieme bei momenti di socializzazione all’insegna della cordialità e convivialità. Il tutto innaffiato non solo dal buon vino ma anche dalla piacevole musica del nostro socio Pino Salerno. La presidente, Carla Primavera, nel suo saluto ha ringraziato quanti hanno concesso la loro disponibilità per la realizzazione del nutrito programma impegnandosi come coordinatori delle attività. Ripensando al 1999, anno di nascita della Sezione, il ringraziamento va a tutti quelli che con la loro partecipazione e il loro impegno volontaristico hanno consentito il consolidarsi di una indiscussa e bella realtà associativa che ha saputo ritagliarsi uno spazio adeguato nel panorama regionale e nazionale del Club Alpino Italiano raggiungendo grandi traguardi. Tra questi l'elezione di Eugenio Iannelli quale Consigliere Centrale (la prima volta di un calabrese negli Organi Centrali del CAI) e di Francesco Crescente e Claudio Zicari membri del Collegio dei Probiviri Nazionali e ancora quella di essere da qualche anno a questa parte la Sezione numericamente più grande della Calabria. E' stato anche ricordato il grande successo riscosso per il recente convegno con l'inaugurazione della parete di arrampicata di Cerchiara di Calabria tenutosi a Castrovillari, che ha visto, oltre alla partecipazione di un foltissimo numero di soci provenienti dalle Sezioni Calabresi e Lucane, la presenza del VicePresidente Generale Giacomo Benedetti e del Consigliere Centrale Franco Capitanio. Nel corso della giornata è stato consegnato un riconoscimento a quanti hanno compiuto 25 anni consecutivi di iscrizione al Club Alpino Italiano, Massimo Gallo, Marisa Mortati, Mariella Greco, Leonardo Valiante e uno alla memoria, a Mimmo Filomia, mai dimenticato Past President della Sezione. A seguire sono stati presentati il Calendario e il Programma Attività 2026. Nel dare una sbirciata alle nuove proposte, dopo il doveroso ringraziamento agli sponsor che hanno partecipato alla realizzazione del calendario, è stata apprezzata dai presenti la redazione di un programma variegato che si avvale soprattutto dell’impegno volontario di tanti soci e collaborazioni cercando di soddisfare le esigenze di tutti. L’intento resta quello di promuovere la conoscenza e la promozione della montagna ma contribuire anche alla sua crescita culturale e sociale. Una giornata trascorsa in allegria e spensieratezza conclusasi con gli auguri per il nuovo anno e il proposito di rivedersi sempre più numerosi sulle nostre e altrui montagne.

