Raccontatrekking 2019

13 gennaio 2019: Rosole - Piani di Mezzo di Masistro di Mimmo Filomia

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Quando si capirà che la neve, sui nostri monti, oltre ad essere un’attrazione per grandi e piccini, per il consueto scambio di palle da neve, è un’opportunità di ricchezza vera e propria, caduta dal cielo messa a disposizione degli operatori turistici locali; forse, solo allora, le strade di penetrazione montane e quella che attraversa Piano Ruggio saranno rese percorribile. Si parla tanto di economia sostenibile in termini di ricettività, accoglienza, sicurezza, intanto continuiamo a fare turismo “fai da te” in tutta l’area protetta del Parco nazionale del Pollino e a nulla è valso il riconoscimento di Geo Park, da questo punto di vista. La politica della costruzione dei rifugi sulle terre alte, risponde al principio che la montagna non va lasciata sola, per arginarne lo spopolamento. Invece, dopo decenni di convegni su quest’ area protetta del Pollino in attesa di trovare le soluzioni per farla decollare, ci ritroviamo ancora, nel bel mezzo di una escursione, a dovere mangiare la colazione accanto ai ruderi di aree attrezzate più volte ristrutturate e mai utilizzate. Per il momento, è la neve a stendere un velo pietoso su tutto, nascondendo tutte le incongruenze che con il disgelo a primavera, dopo il letargo, si presenteranno agli occhi dei visitatori puntualmente. A subire le conseguenze negative della viabilità, sono le associazioni che promuovono attività in montagna, dando visibilità all’intera area, che sono costrette a variare itinerari, o addirittura, disdire uscite in montagna. Proprio come il caso della nostra ciaspolata d’inizio anno, che, originariamente ci avrebbe visto protagonisti a Colle Gaudolino, ma, la strada, bloccata per neve, ci ha costretto a ottemperare l’impegno con la soluzione, in serbo nel cilindro, che ci ha condotto, via Campotenese - Rosole, ai Piani di Mezzo di Masistro (1250 m) Saracena. La strada di collegamento con Novacco, battuta da una carovana di fuoristrada, si è trasformata in sentiero e le condizioni di neve si sono dimostrate adatte, alle ciaspole e sci da fondo. Il tempo dapprima soleggiato, durante la giornata è rimasto grigio con clima freddo tanto da far restare in vita i caratteristici ghiaccioli pendenti. Giova ricordare che nelle doline di Piano di Mezzo, è stata monitorata in gennaio di qualche anno fa, la temperatura di -19°C alle ore 19.00. Le ciaspole o racchette da neve, sono l’attrezzo di facile calzata, per mezzo delle quali tutti possono inoltrarsi in luoghi innevati paradisiaci. In commercio ce ne sono di vario tipo e si scelgono in base al peso corporeo, alla tipologia del manto nevoso, se si progredisce in pianoro in salita, oppure misto adatto al nostro territorio. Con regolazione in base alla misura dello scarpone e attacco automatico. L’escursione odierna ha visto il battesimo di Umberto e Maria, nuovi soci che assieme al gruppo, hanno progredito instancabili tra le meraviglie del paesaggio, che a loro si presentavano, passo dopo passo. L’area attrezzata di Masistro abbandonata, ci rattrista non poco; la neve copre i tavoli e le cucine all’aperto, il ricordo va alla bella stagione quando qui, tovaglioli stracolmi, odori, fumo qua e là e tanto arrosto, sapori, chiacchiere, vocìo di bimbi che si rincorrono e tarantella, fanno la festa. No! Forse la neve da queste parti non è per tutti, perciò questa coltre bianca immacolata, ce la godiamo noi, scendendo sulle due doline di Piano di Mezzo, dando l’impressione a chi ci osserva, di essere pinguini che fanno la danza attorno ai laghetti ghiacciati. Al ritorno ci soffermiamo per la pausa pranzo a Masitro, dove la neve ha dato un tocco bianco marmoreo a tavoli e panche. La nduja di Maria, sapientemente spalmata sulle tartine, il nettare e altre leccornie condivise hanno riscaldato gli animi, vuoi anche per il tè caldo di Dorota. Infine miele e vino cotto hanno salutato la prima ciaspolata del 2019 con la consueta “sciurbetta”. Il ritorno per la stessa strada, ma già il cielo alle nostre spalle, badava a cancellare le nostre orme con una nuova nevicata. Un grazie a tutti per la collaborazione e calorosa partecipazione.

6 gennaio 2019: L'anello di Serra del Prete di Eugenio Iannelli

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Nonostante le temperature polari e il maltempo dei giorni precedenti un bel gruppo di soci si è dato convegno presso Piazza Giovanni XXIII a Castrovillari per dare inizio al programma delle attività del 2019. Un anno, quello iniziato, che celebrerà il Ventennale della Sezione e che con l’escursione odierna ha rappresentato un buon inizio. Raggiunto facilmente Colle Impiso, a causa della poca neve sulle strade, e dopo un breve breafing abbiamo calzato le ciaspole e intrapreso il sentiero n. 920. Prima parte nel bosco con neve molle ma tranquilla, con il gruppo che procede regolarmente. Usciti dal bosco la copertura nuvolosa è alta e riusciamo a vedere distintamente, per citare i più lontani, il mare Tirreno, con il Golfo di Policastro e il Monte Bulgaria. Da qui per sicurezza e per il maggiore dislivello della salita dismettiamo le ciaspole e calziamo i ramponi. Per qualcuno è il battesimo, che anche grazie all’aiuto dei veterani, si compie agevolmente. Purtroppo un vento forte e gelido ci accompagna fino alla sommità della montagna senza farci godere pienamente la salita. Soprattutto in vetta diventa fortissimo, quasi bufera e ci costringe a scendere di quota rapidamente. Una volta sotto vento la marcia riprende con tranquillità e squarci di sereno ci fanno ammirare il panorama verso Castrovillari e il Pollino. Riprendiamo il sentiero nel bosco con gli alberi ammantati di neve e raggiungiamo facilmente Colle Gaudolino e il bivacco. Dopo aver consumato un frugale pranzo al sacco, in un bivacco insolitamente vuoto, riprendiamo il cammino che per la fonte Spezzavummula ci permetterà di chiudere l’anello e ci riporterà alle auto. Tre le riflessioni finali che mi sovvengono. La prima, doverosa e sincera, è dedicata a Mimmo, un socio, un amico, presente a questa prima, che nel 2019 compirà anch’egli ….ttanta anni e che in questi vent’anni ha rappresentato un grande punto di riferimento per i soci e per la sezione essendo stato sempre capace, nonostante avesse notevole esperienza pregressa, di mettersi in gioco in nuove avventure ed esperienze che hanno fatto da traino per le nuove generazioni. A lui per questo 2019 auguro altri ….ttanta anni di escursioni insieme. La seconda è la soddisfazione e la consapevolezza, maturata nell’osservare nuovi soci affrontare le prime esperienze con i ramponi, che quello che si è costruito è qualcosa di importante, che “la traccia” intrapresa è quella vera, che le motivazioni sono quelle giuste e sono quelle per cui vale la pena continuare a spendersi perché tanta gente condivide le nostre attività e i nostri ideali. Last but not least per la Sezione di Castrovillari, diventata oggi più che maggiorenne, che ha raggiunto traguardi nazionali a dir poco inimmaginabili e che con la sua nascita, senza falsa modestia, ha rappresentato una svolta decisiva nel proporre ed organizzare un nuovo modo di fare associazionismo ed escursionismo nel panorama regionale del Club Alpino Italiano. Ma cosa più importante ha dato a “Noi” l’occasione e l’opportunità per una forte crescita identitaria, arricchendo il nostro bagaglio esperienziale e consentendoci di praticare un’attività che sviluppata nelle sue varie forme espressive rappresenta il massimo della libertà individuale. Ad maiora semper!