Raccontatrekking 2023

29 gennaio 2023: Colle San Martino > Fontana del Principe di Carla Primavera

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Siamo tutti felicissimi che sia tornata la grande neve e che questo gennaio ci faccia respirare quel profumo d’inverno che amiamo tantissimo. Amo la neve per il bene che dona alla natura, per l’acqua che rilascerà alle sorgenti di cui tutti usufruiamo. La neve è vita pura! Amo la neve che mi fa vivere la montagna in inverno in cerca di escursioni uniche in un ambiente magico. Siamo nel versante est del Parco del Pollino, dove abbiamo il privilegio di gustarci dall’alto la costa ionica e tutta la Sibaritide. Le timpe di Porace e di Cassano e l’imponente Timpa di San Lorenzo. Il Sellaro da lontano ci ricorda l’ultima propaggine del parco, prima di tuffarsi in mare. Considerata la percorribilità della strada, come al solito disastrosa, il programma era di arrivare dal bivio di Colle San Martino a Piano Ratto. Così siamo partiti, inforcando da subito le ciaspole e divorando a piccoli bocconi la salita vera e propria, premiati subito dallo splendido panorama che si godeva da lassù. Il cammino da percorrere non era particolarmente lungo, né tecnicamente difficile. Così, il lungo serpentone formato da soci arrivati anche da Grottaglie e Gioia del Colle, oltre che da Cosenza, si inerpica su questo percorso reso irresistibile dalla grande quantità di neve presente. Arrivati nel candido e immacolato pianoro, ci dirigiamo verso la sorgente omonima, che ovviamente in questo periodo, per tutta la neve presente, ci dona freschissime e prorompenti acque. Siamo già immersi nella Fagosa, una delle faggete più estese del Parco. Il gruppo, salito agilmente e in perfetta tabella di marcia, ci fa ben sperare di poter raggiungere anche la Fontana del Principe. Così, ripreso il cammino, in meno di un’ora siamo arrivati a destinazione. Qui, dopo la meritata sosta e la foto di rito, intraprendiamo il percorso a ritroso, dove però ci attendono i colori più caldi del tramonto. Tutto si veste di rosa, arancio e di giallo. Rimane sempre il bianco il colore dominante. Tanto bello e tanto fugace. Ma noi la aspetteremo sempre. Finchè Dio vorrà…

15 gennaio 2023: Tramonto sul Pollino di Veronica Martino

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Strada 106 quasi deserta, un camion davanti, sorpasso lento, striscia continua, guardia di finanza sulla sinistra. “Secondo te arriverà la multa fra un mese?” “Forse.”

Punto di incontro a Campotenese, compattiamo le macchine e andiamo. Viggianello. “È caruta a strata” Eugenio dice, la strada è veramente caduta, venuta giù, spezzata, troncata, dietro front! Il viaggio è più lungo, il tempo scorre. Arrivano notizie da Visitone, i vigili non fanno passare, la strada è ghiacciata. Donatella è lì, arrivata da Gioia Del Colle, proprio per questa escursione, proprio questa mattina, gomma bucata, non parteciperà. “Secondo te arriverà la multa fra un mese?” “Si.”

Lasciamo le macchine a quasi due chilometri da Colle Impiso, ci mettiamo in marcia, per dove? Non si sa.. Arriviamo al punto di partenza con più di un’ora di ritardo, la perseveranza di Gianmarco e Luana aiuta, in vetta non possiamo arrivare, ma il tramonto si, lo possiamo conquistare. Il tramonto lo vogliamo. Iniziamo la marcia, negli occhi traspare lo scetticismo degli escursionisti di ritorno “Attenzione.. è tardi”, “Dormite lì?”. Dopo un’ora siamo a Gaudolino, iniziamo a crederci. Il luccichio della neve al sole, Serra Del Prete, Monte Pollino, i pini loricati abbarbicati tra le rocce.. questo posto è fiabesco, l’intero parco è fiabesco, alcuni luoghi sono noti, ma non ti sazi mai. È casa. “…la neve è fatta d’anima”. Una brevissima sosta, qualche scatto, chi due morsi ad un panino, chi una barretta, chi niente.. ricominciamo a camminare. Incidiamo i nostri passi sulla neve, ordinatamente iniziamo a salire, dapprima nella faggeta, poi alla nostra destra Serra del Prete inizia a diventare sempre più visibile e imponente, sbuchiamo al costone roccioso, i pini loricati ci aspettano, solenni, antichi, ci illudiamo di fermare tutto negli scatti. Spuntiamo sul ripiano.. abbiamo tempo, il tramonto è nostro. Siamo in alto, al pari delle nuvole, o forse più su. Ci fermiamo, contempliamo, osserviamo, ammiriamo. Ancora foto. Un ultimo sforzo, “Arriviamo al pino loricato!”. …e lo raggiungiamo, ci ripariamo tra le rocce, in attesa. Chi finalmente mangia, chi fotografa, chi prepara qualcosa di caldo per riscaldarci. Il sole inizia a calare, imbelletta il cielo di varie nuance, nuvole dipinte, la tensione è ormai scesa.. “abbiamo i colori che ci meritiamo”. Arriva un momento in cui cielo si incendia, e noi siamo sagome nere in un quadro, figure danzanti, così ci mostriamo in uno scatto di Giuseppe. Accendiamo le frontali, inizia la discesa. A Gaudolino ci fermiamo, testa all’insù e ammiriamo il cielo stellato, al buio, un cielo privo di nuvole, il tempo si ferma. Riprendiamo la marcia, in silenzio, colmi della giornata trascorsa. La mattinata è un lontano ricordo.

“Secondo te arriverà la multa fra un mese?” “No.”

8 gennaio 2023: Acqua Rossa > Monte Sellaro di Eugenio Iannelli

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Nonostante l’inverno sia cominciato da un bel po’ esso si dimostra avarissimo di neve e ci costringe e rivedere i nostri programmi. Decidiamo cosi, in questa prima di inizio anno, di raggiungere la cima del Monte Sellaro. Scelta dettata dalla sua favorevole posizione geografica, dal suo clima mite, a ridosso della costa marina jonica, dall’interesse storico/architettonico e dal panorama che avremmo potuto ammirare dal suo culmine. La giornata inizia favorevolmente, ci compattiamo con gli amici del gruppo CAI Corigliano/Rossano alla Fonte Acqua Rossa. Da qui un sentiero ben delineato ci conduce alla base del Sellaro, che, con facilità, aggiriamo raggiungendo in breve la vetta dove ci aspettano i soci della Sottosezione di Cerchiara di Calabria. Sguardo sulla costiera che si mostra in tutta la sua bellezza da Capo Spartivento alla costa di Policoro, un balcone naturale che ci consente di ammirare oltre alla cornice dei monti tutto l’antico abitato di Cerchiara di Calabria stretto intorno ai suoi palazzi gentilizi, la Piana di Cerchiara e gli abitati di Villapiana e Trebisacce. Una bella foto di gruppo e si scende velocemente alla sella che ci separa da Panno Bianco per proseguire poi verso il Santuario. Giunti al piazzale inizia la parte più interessante della giornata, il meritato pranzo al sacco. Come sempre onore alla tavola con tante prelibatezze nostrane consumate con gusto e bagnate da un buon bicchiere di vino. In conclusione, per festeggiare l’arrivo del nuovo anno, dolci caserecci, panettone e spumante con l’augurio che il 2023 porti tanta amicizia e serenità ma soprattutto tante belle giornate da trascorrere in montagna.